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AMBLIOPIA: a volte definita "occhio
pigro" identifica una visione ridotta rispetto alla norma.
Di solito è monolaterale (a carico di un solo occhio), raramente
bilaterale. Si considera ambliope un occhio che nonostante la miglior
correzione non raggiunga i 7/10 di A.V. Il trattamento più
moderno è quello della stimolazione attiva per mezzo di specifici
stimolatori e di esercizi da effettuare a casa. Ancora antiquati
Ortottisti utilizzano il sistema del bendaggio quasi perpetuo quale
unico rimedio, con il grosso rischio di rovinare l'occhio migliore
che viene bendato per troppo tempo. Il bendaggio, se ben fatto e
se coadiuvato da altre metodiche consente risultati in 30 giorni
di utilizzo. Se entro tale tempo non sono stati raggiunti risultati
apprezzabili è meglio abbandonare il trattamento e riferirsi
al proprio Optometrista. Le possibilità di recupero sono
legate all'età del bambino. Prima si comincia e meglio è.
Difficili sono i risultati dopo il nono anno d'età. Il Metodo
S.C.S. è in grado di gestire tale problematica e con semplici
esercizi è in grado di dare un sostegno attivo lavorando
sull'occhio ambliope senza penalizzare quello "buono".
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ASTENOPIA: è un'insieme di
sintomi e segni che sta ad indicare una sofferenza del sistema visivo.
Spesso è il campanello d'allarme che si mette in evidenza
in presenza dello stress visivo. I sintomi ed i segni più
ricorrenti dell'astenopia sono: Mal di testa localizzato sulla fronte
o sulle tempie con insorgenza tardiva ed assente durante i giorni
di vacanza. Ancora si può avere bruciore oculare, rossore
oculare, lacrimazione, fotofobia, sfocamenti transitori dell'immagine
per vicino, nausea, vertigini, visione doppia, ecc. Il miglior trattamento
è quello affrontato dal metodo S.C.S. che in modo attivo
elimina il problema. L'astenopia si divide in Semplice e Complessa.
La prima si manifesta in assenza di ametropie, la seconda in loro
presenza. Il Metodo S.C.S. è il primo ed unico sistema in
grado di risolvere tale problema che non coinvolge problematiche
visive in senso stretto e dunque non risolvibili con occhiali da
portare a permanenza.
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INSUFFICIENZA DI CONVERGENZA:
rappresenta la condizione in cui i due occhi faticano a convergere
su uno stimolo che si avvicina. Si considera normale una distanza
minima di 6-8 Cm. dalla radice del naso prima che intervenga la
diplopia (visione doppia). Infatti se i due occhi non riescono a
convergere sullo stimolo, esso verrà visto doppio. Se la
diplopia si presenta a distanze maggiori dai 6-8 Cm. dalla radice
del naso, tale situazione rappresenta un'insufficienza di convergenza.
Tanto più lontana si manifesta la diplopia, tanto più
alta è l'insufficienza di convergenza. Il suo trattamento
avviene unicamente per mezzo di idonei esercizi di Visual Training,
compresi anche nel Metodo S.C.S.
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LASER AD ECCIMERI (PRK): rappresenta
un vero e proprio bisturi guidato dal computer. Con esso vengono
ablati, cioè eliminati, sottilissimi strati di tessuto (micron).
Con questa tecnica si ablano sezioni concentriche di tessuto corneale
e la quantità di tessuto da asportare è legata alla
quantità di miopia da correggere. Modificando la curvatura
corneale si modifica il potere dell'occhio. Viene eseguita in anestesia
locale. E' indicata a pazienti con miopia stabile da diversi anni
e la correzione apportata è moderata. Lo svantaggio principale
è dato da possibili comparse di haze (opacamenti) nella visione
con conseguente riduzione nella acutezza visiva. Anche la iper o
ipo-correzione è un rischio che si corre e sarà necessario
un ulteriore intervento per correggere l'eventuale errore. Alcuni
casi mostrano una regressione del risultato nel tempo, riacquistando
la miopia ridotta dall'intervento. Il Metodo S.C.S. riesce a migliorare
le performances visive post-operatorie soprattutto per migliorare
il bilanciamento binoculare, cosa a volte difficille da prevedere
a priori con la tecnica chirurgica. L'utilizzo del Metodo S.C.S.
conferisce un ottimo confort visivo e la certezza di mantenere il
livello post-operatorio così ottenuto. Infatti, è
possibile contenere anche possibili regressi (ritorno verso lo stato
miopico pre-operatorio) con esercizi mirati e che il soggetto operato
continuerà ad usare nel tempo (con periodicità programmata)
per conservare lo stato ottenuto.
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TECNICA LASIK: tale metodologia ricalca
la precedente Prk, ma al contrario di questa, invece di agire direttamente
sulla cornea, dopo aver rimosso l'epitelio, viene rimossa una lamella
corneale ed effettuato il trattamento laser sul tessuto sottostante.
Successivamente viene riposizionata la lamella e suturata sulla
cornea trattata. Anche in tal caso il Metodo S.C.S. riesce a migliorare
le performances visive post-operatorie soprattutto per migliorare
il bilanciamento binoculare, cosa a volte difficille da prevedere
a priori con la tecnica chirurgica.
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METODO S.C.S.: Il Metodo S.C.S. rappresenta
una delle pochissime alternative all'uso forzato di occhiali per
miopia, soprattutto se la miopia è funzionale. Il trattamento
avviene al livello dell'astenopia che compare come campanello d'allarme
quando uno stress visivo tenta di minare l'efficienza visiva da
vicino e/o da lontano. Trattamenti specifici avvengono anche per
le altre problematiche visive-comportamentali come l'ambliopia,
i micro-strabismi, la difficoltà di apprendimento, il post
operatorio nel caso di Prk o Lasik. Il metodo S.C.S. è l'unico
che impiega mezzi semplici di diagnosi e di selezione, ma al tempo
stesso molto efficaci. Ciò per selezionare solo i soggetti
che beneficerranno sicuramente di tale metodica, eliminando tutti
coloro che ben difficilmente otterranno risultati apprezzabili.
Il Metodo prevede una seduta iniziale di selezione e di spiegazione
del lavoro da fare, una successiva di verifica a distanza di 7 giorni
e circa 4-5 sedute successive di controllo ogni 3 settimane circa.
Gli esercizi visivi (visual training) vengono svolti interamente
a casa e ciò permette di integrare i risultati nell'ambiente
in cui il soggetto vive abitualmente e di eliminare i molteplici
costi di spostamento. Per il training non vengono usate macchine,
bensì solo ausili cartacei e flipper con lenti trasparenti
e cromatiche. Altro aspetto fondamentale è quello dell'educazione
posturale del soggetto che impara a non mettere sotto sforzo i suoi
occhi nè durante il training, nè dopo. Infatti mantenendo
radicate le norme di comportamento e gli ausili dati durante il
training, i risultati resteranno per sempre.
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MIOPIA FUNZIONALE: viene definità
così quella miopia che insorge solitamente dopo i 14 anni
d'età e la cui molla scatenante è lo stress visivo
causato da una distanza di lavoro/studio eccessivamente corta. Soventemente
il carico accomodativo richiesto a distanze incredibili (come 12-20
Cm.) per studiare, scatena la risposta dell'organismo per sostenere
lo sforzo. L'organismo cede allo stress e si adatta. La miopia,
in tal caso, risolve il problema da vicino, pur sacrificando la
visione per lontano. Infatti un occhio miope usa meno accomodazione
rispetto ad un occhio non miope, durante il lavoro per vicino. La
correzione di tale miopia con occhiali o lenti corneali è
la cosa più sbagliata che si possa fare; mentre sistemi educativi
della visione e del comportamento come il Metodo S.C.S. (vedi nel
dettaglio sopra), risolvono il problema ed eliminano la miopia prodottasi.
Infatti la correzione con occhiali o L.C. riporta l'organismo nelle
condizioni pre-miopia ed esso svilupperà ulteriore miopia
per raggiungere una situazione di nuovo più confortevole.
E' questa la condizione di quei ragazzi che aumentano la loro miopia
ogni anno. La miopia funzionale non è patologica.
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OPTOMETRIA: E' la scienza della
visione ed il suo approccio con le problematiche visive è
di tipo funzionale e non medico. L'Optometrista è il professionista
specializzato nel trattamento funzionale dell'apparato visivo. Non
si limita a verificare un'eventuale difetto visivo, ma eseguendo
una completa analisi visiva è in grado di prescrivere il
miglior sistema correttivo per l'utente finale. Infatti tiene conto
di tutti gli aspetti comportamentali del soggetto (tipo di lavoro/studio,
postura, ore di impegno visivo, precedenti, hobbies, ecc.) e di
tutte le modifiche visuo-motorie che la nuova prescrizione andrà
a creare (stima delle distanze, stima della profondità, eccesso
o insufficienza di convergenza, problemi accomodativi, ecc.). In
Italia tale professione non è ancora regolamentata, ma esistono
già molti Optometristi Laureati all'estero, dove l'Optometria
è una delle discipline più diffuse, molto di più
dei colleghi Oculisti-Oftalmologi. L'Optometrista è l'unico
professionista in grado di individuare un'efficace educazione visiva
per combattere svariati problemi visivi e comportamentali quali
la miopia funzionale, l'astenopia semplice o complessa, la difficoltà
di apprendimento, ecc.
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STRABISMO E MICRO-STRABISMO: è
la condizione di manifesta deviazione di uno dei due occhi dalla
mira di fissazione. Guardando la figura sotto proposta, ci accorgiamo
che mentre l'occhio posto a sinistra sta fissando la rana, l'occhio
posto a destra fissa più a destra. In tal caso il cervello
può usare soltanto l'occhio fissante. Lo strabismo può
essere a carico di un occhio che è perennemente deviato oppure
può essere alternante, dove i due occhi vengono usati alternativamente
per fissare gli stimoli, ma mai insieme. L'angolo alfa è
l'angolo di deviazione. Una deviazione verso l'esterno, come nel
caso proposto, è detta exotropia, se verso l'interno è
detta esotropia. Se lo strabismo è verticale si avrà
ipertropia o ipotropia di un occhio rispetto all'altro. Esistono
altre tipologie più complesse che esulano da questa breve
descrizione. I Micro-Strabismi si manifestano spesso a causa di
insufficiente capacità fusionale cosa che porta all'uso alternato
dei due occhi...anche se ad occhio nudo è difficile rendersi
conto della deviazione. Il Metodo S.C.S. è in grado di rafforzare
la capacità fusionale e di contrastare l'esistenza del micro-strabismo.
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